15 luglio 1753- Rogito del notaio Marcello Martino di Policastro per la captazione delle acque del fiume Ampollino di Cotronei

In Dei nomine Amen= Anno D:ni milesimo Septingentesimo quinquagesimo tertio dico quinquagesimo tertio p:me ind: Die vero decima quinta mensis Julis in hac Civitate Policastri, Regnante, Nos infrascripti habita venia in scriptis ob diem sestum nella nostra presenza personalm: costituti Nicolò Coniglio, e Serafino Lupia, Sindaco, ed Eletto respective dell’università di questa sud:a terra di Cutronei, aggenti, ed interv:ti alle cose infratte, per loro stessi nelli nomi pred:ti ed in nome, parte della sud:a unversità, e per li loro successori in perpetuum, in vigor di publico, e General Parlamento a tal’effetto tenuto, e di Decreto, quod expedit, lato dalla Corte locale, che avendone originlm:e li conservano in calce del presente Istrum:to, da una parte, e li Sig:i  D. Luca Verga, D. Giacinto Verga, D. Vespasiano de Luca, D. Vespasiano Rizzuti, D:r Fisico Lionardo Marinelli, e Bartolomeo Capozza, Benistanti di questa presata Terra, e D:° Luca, d. Giacinto, e D. Rizzuti Consensientes in Nos aggenti, ed’intervenienti alle cose infratte per loro stessi, eredi, e succ:ri in perpetuum dall’altra parte= asseriscono spontaneam:e in presenza nostra esse ambe parti nel nome che di sopra restettivam:e qualm:te essendosi stabbilito da tutti j Cittadini di questa Terra di portar l’acqua dal fiume Ampollino per fino dentro la med:a terra, non meno per il gran profitto che ne verebbe à farsi di novi giardini, possessioni, ortalizj, e molini per lo comune commodo, ed utile di questo publico, che per la publica, ed umana salute; e perché l’Università pred:a non avea pronta veruna somma di denaro per poter cominciare una tale opera colla direzzione dell’Ingegniere Mag. Carlo Cerchiaro di Castrovillari, perciò essi Benistanti Cittadini, ut supra Costituti furono richiesti dalla sud:a Università à prender somma di denaro da questa chiesti affine di potersi mettere in esecuz:ne il cennato stabbilim:to, come in effetto essi convenuti Benistanti condescesero ad obligarsi particulari nomine qual’ora la sud:a Unità l’avesse indennizzati al meglio che si può per le somme che si dovean prendere a censo particulari nomine, per la qual causa la sud:a Università sotto il dì 15 ottobre de cinquantadue tenne publico, solenne, e general parlamento, col quale fu conchiuso, e determinato nemine penitus discrepante, non solo che si debba fare la costruz:e dell’Acquedotto sotto la Direzzione pred:a con pigliarsi a censo il denaro dalle chiese  sino alla summa di docati novecento, e che si obbligassero i benstanti, di questa Terra à favore delle sud:e Chiese, ma altresì si assegnorono, anzi restorono assegnati à favore di detti Benistanti li due terzi delli Corpo stabbili, ed effetti comuni dell’Unità seu territori siti sotto questa pred:a Terra appellati volgarmente li Spartini, Sigliati, e Liffi, affinchè colli annuali rendite di detti Comuni si potessero affrancare così l’annualità correnti che li capitali che respettivam:e si prenderanno da dette Chiese, con depositarsi le somme superanti dall’affitti di quelli nella Cassa di tre chiavi di questa pred:a t:ra, cola dichiar:ne  che l’annata maturata in fiera di S. Janni prossima ciduta si è erogata, e da per tutto spesaa nel principio di detto Acquedotto, e nello stesso tempo si conchiuse che per facilitarsi l’affrancaz:ni de’ Capitali, possa, e voglia il Sindaco pro tempore imponere, e collettare in ogn’anno nella tassa universale de’ Cittadini l’interusunj, seu annualità, che si dovranno pagare alle chiese pred:e, siccome ch’a tutto diffusam:te si ravvisa da cennato publico, e general parlamento, che qui si conserva=

In esecuzione di che essi Benistanti, ut supra costituti verso li principj del mese di settembre del caduto anno de cinquanta due, essi Sig. D. Luca Verga, D:r Giacinto Verga, D. Bonifacio Perilli, e D. Vespasiano de Luca si presero a censo dalle sud:e chiese la somma di ducati cento quarant’otto di capitale, che tutti s’erogarono per principiarsi il sud:° Acquedotto e retrovandosi pres:te la sud:a Università nell’attuale fatica per essersi quasi fatta la maggior parte dell’opera, ed’avendo mancato il denaro, sono stati necessitati a’ sud:i d. Rizzuti, Marinelli, e Capozza prendersi a censo dalle sudette chiese altri ducati duecento trenta sei, e grana sessanta sette di capitali colla annualità alla raggione del sei per cento redimibili quando cumque; Siccome questo oggi appunto si né stip:to Itstrum:o censuale per gl’atti di me infrascritto Reg. Not:° per sorvenire a tutta quella spesa che sarà necessaria per l’effetto pred:o erogandosi tutta la detta somma per le spese di sopra espressate= E fatta l’assertiva pred:a, e volendo essi Mag.ci del Regim:to …. Al meglio che si può detti Benistanti Cittadini con fut oblig., siccome richiede il dovere o vendi si è che oggi predetto dì, essi med:mi Nicola Conigluio, e Serafino Lupia Sindaco, ed Eletto Respettive in nome, e parte di tutta detta Unità ed in vigor di detto publico parlamento, e decreto quod expedit, spontè , ac omni meliori via, assegnano a detti costituti benistanti Cittadini presenti, et accettanti li sudetti due terzi de li comuni di detta Unità appellati li Spartini Sigliati, e Liffi, cioè il frutto annuale de’ med:mi per imperio, che non saranno da per tutto estinti, ed’affrancati i precitati capitali, e loro annualitàcolli espressa condizione, e facultà, che i sudetti Benistanti obligati possano, e vogliano affittare i sudetti territorj Comuni, precedenti però i dovuti incanti nella publica piazza ed accenzne della candela, inteso il Sindaco pro tempore, affine di potersino deliberare l’affitti annuali all’ultimo…. E più offerente, e dell’entrade de’ sud:i affitti, non solo supplirsi, e pagarsi l’annualità, qual’ora si mancasse dall’Unità, ma altresì le superanti somme depositarsi nella cassa di tre chiavi di questa Terra affinche unito tutto il contingente si possano dismettere tutti i sudetti capitali, quia sic coll’espressa Legge, e patto che tutti li sud:i Benistanti ut supra costituti s’intendano, e siano una simul, et in sulidum obligati à tutti li precitati capitali, e tutti abbiano l’istessa ipoteca speciale, e generale, sopra detti comuni, seu sopra li frutti, ed entrade de’ med:mi e che nessuno possa allegare di esser anteriore, anche l’istrum. Censuali si fussero celebrati  l’uno prima dell’altro, ma tutti s’intendano eguali, ed’obligati in amendue detti istrumenti, e tutti rappresentino l’istessa ipotega, ed anteriorità, quia sic alias; Di sorte che da oggi, e per l’avvenire, essi infeno che non saranno …ed affrancati li sudetti capitali, e loro annui censi, come sopra, il frutto, e rendita annuale de’ precitati Comuni, spettante a questa pred:a Unità, passi, e sia nel pieno dominio, e possesso delli sud:i Benistanti

 

 

(Foglio 150)-Nella principal Corte della Terra di Cotroneicomparisce l’attual Sindico Nicola Coniglio di detta Terra, e dice come essendosi conchiuso Parlamento ad sonu campane, e preceduti li soliti banni more solito, affinche si portasse l’acqua d’Ampollino fin dentro quella terra per corriggere, e temprare l’haere, e con ciò evitare le gravissime e continue malattie, che sovente accadono per l’intemperie dell’aere med. E mala qualità dell’acqua delle fontane, siccome anno per anno si sperimenta; E perché per la costruz:ne dell’acquedotto non ha pronto il danaro essa Unità, perciò ha dato essa Unità ad esso Sindico comparente tutta la facoltà con pienezza di voti, e nemine penitus discrepante, che esso Sindico ritrovasse danaro sufficiente a qualsivoglia Interesse, ipotecando a tall’effetto i Communi di questa Unità, ed annuo ritratto di essi con il quale si costruisse detto acquedotto per portarsi la sud:a acqua d’Ampollino, con la quale si potesse correggere, temprare, e purificare l’aria, e servire ancora per il Comune, e continuo vivere del Publico, acciò mediante prima la misericordia Divina, e secondariamente tali industriosi, e faticosi ripari potessero i nostri Cittadini esentarsi dall’annuali, e continue Infermità, che da più anni con m:a stragge travagliano questo Publico, ed indi dopo che saràvenuta detta acqua farsi introito del Ritratto d’essi Comuni, edincassarsi detto denaro acciò anno per anno si estinguesse il debito che si farà, unitamente con le terze che decorreranno, siccome per la facoltà data ad esso Sindico e girata fatta da esso Parlamento sotto il dì 15 Ottobre 1752 agli Interessati quali hanno ipotegato le loro robbe, e preso il dovuto, e bisognevole danaro a favore di detta Unità, siccome dall’Istrum:to rogato per mani di Notar Marcello de Martino di Policastro; Che però fa istanza prendersene il dovuto informo, se sia espediente utile, e profittevole farsi detta spesa per portarsi detta acqua d’Ampollino, non solo per li benefici cennati per la salute, ma ben anche per i loro beni, e di loro avanzj che potranno farsi col beneficio di detta acqua, ed interporsi il Decreto che sarà di giusto, e così dice, e fa istanza.